Il mese e mezzo che va dal 1 febbraio al 17 marzo è il Giubileo dei rugbisti.  Con il Sei Nazioni ormai alle porte è arrivato il momento di tracciare le nostre linee guida. Niente di serio, sia chiaro, ma una libera interpretazione del periodo ovale più bello dell’anno.

First of all, prima di tutto.

Vista la natura globale dell’evento è  necessario fare qualche premessa. L’Italia non vincerà l’edizione 2019 del Sei Nazioni, quindi rassegnatevi e vivrete un torneo più appagante. Perché diciamo questo? Per una semplice  ragione. Siamo tutti un po’ stufi di rispondere allo zio 60enne, parente di terzo grado della provincia di Cremona, con un passato da fenomeno incompreso di calcetto aziendale che ci chiede:  “Ma perché l’Italia perde sempre?” . Mettiamoci l’animo in pace, siamo indietro nel ranking, lontani nello sviluppo di un gioco costantemente competitivo, distanti sia nei risultati che nelle tradizioni dei nostri competitor e come se non bastasse,  ci accingiamo ad affrontare una edizione 2019 con le sembianze dei  gattini persiani in un recinto di tigri della Malesia. Amen. Il Sei Nazioni è bello, avvincente, carico di agonismo e soprattutto è entusiasmante. Guardatelo, tifate gli azzurri, e se son rose fioriranno.

Per chi va al pub o in club house

Se il Sei Nazioni è il momento in cui vi ricongiungete con i vecchi o nuovi compagni di squadra, con gli amici di classe, o con il club di scacchi, ecco per voi alcune piccole regole. Al Pub o in Clubhouse offrite almeno un giro di birra al vostro gruppetto di amici. E’ una prassi. Il rugby è sport da gentiluomini e non da taccagni. Ordinate la  pinta chiara media se si gioca di pomeriggio, rossa doppio malto se si gioca la sera. Mai disdegnare la presenza di fritti e patatine o qualsiasi snack che possa contribuire ad alzare il colesterolo. Per i nostalgici del Bar dello Sport consigliamo caffè in vetro e italica grappa a correggere. Sempre e solo se il match è nell’immediato dopo pranzo.

 Per chi resta a casa con gli amici

In casa la prospettiva cambia nettamente. Chi ospita deve accendere la griglia per decreto legislativo e offrire almeno una porzione di bruschette, rosticciana, arrosticini, scamerita, salsiccia. Gli ospiti per onestà intellettuale dovranno presentarsi con un tris composto da birra commerciale (Peroni, Moretti ecc.), birra artigianale, birra internazionale. Il vino è consentito solo se rosso e NON francese. Le fidanzate vanno confinate in taverna dove potranno vedere la replica di Amici di Maria De Filippi e instaurare un convegno sui saldi da Zara. La TV è blindata fino alle ore 20.00 senza nessun tipo di trattativa.

Per chi resta da solo

Vostra moglie è andata al cinema con le amiche? L’Ikea è chiusa per sciopero sindacale? Allora il vostro sabato assume una piega inaspettata e il sogno di un televisore occupato solo dal rugby diventa realtà. Il ragioner Ugo Fantozzi viveva i match dell’Italia con «Frittatona di cipolle, familiare di birra gelata, tifo indiavolato e rutto libero». Voi potreste alzare l’asticella con un bel tagliere di formaggi piemontesi, salumi misti di norcineria, olivetta all’ascolana, prosecco fresco di frigo e per il rutto vi lasciamo libertà espressiva…

Per chi va allo stadio

E’ sempre la soluzione più affascinante. E anche la più costosa. In ogni caso noi suggeriamo di godersi l’atmosfera e di socializzare con i tifosi, spesso variopinti e un po’ ubriachi, provenienti da Galles, Irlanda e Francia (che ospiteremo a Roma in questa edizione 2019). Magari scambiate qualche indumento del vostro club, regalate un gadget griffato, fatevi delle foto ricordo perchè portare vostro figlio all’interno di uno stadio come l’Olimpico, cantare gli inni a squarciagola, vivere la tensione del match da vicino, sarà un gran bel momento di rugby. Dunque se ci riuscite e avete la pazienza di smuovere tutta la famiglia, è una soluzione da provare almeno una volta nella vita.

Supereroi

Il rugby internazionale è un palcoscenico sportivo per super atleti. Tutti gli attori protagonisti dunque sono da annoverare nella categoria dei marziani. Poi ci sono i Supereroi. Coloro che rendono il nostro amato sport tremendamente facile, anzi troppo facile per essere degli umani. Consigliamo ai lettori di questo articolo, al fine di prevenire attacchi di cuore ai vostri allenatori, di non imitare le gesta di questi atleti.

Inghilterra:

Billy Vunipola. Il mastodontico numero 8 dei Saracens è pronto a ritornare di prepotenza a squarciare la difese avversarie. A lungo fermo per un infortunio al braccio, è un giocatore atteso e sempre piacevole da vedere perché capace di unire una fisicità straripante a grandi doti tecniche.

Carroarmato.

Scozia:

Finn Russel. Uno dei mediani di apertura più fantasiosi e imprevedibili del rugby internazionale. Eccezionale nel trovare intervalli, abilissimo ad attaccare con il pallone, gran maestro di off load e passaggi acrobatici. Forse non è un regista puro, ma quando decide di tirare fuori il coniglio dal cilindro spesso ci riesce.

Spettacolare.

Francia:

Antoine Dupont. Mediano compatto ed esplosivo. Di quelli che in Toscana definiamo “turbocompressi”. Un pericolo costante perché capace di attaccare individualmente gli spazi più difficili da difendere. In una Francia piena di discontinuo talento può rappresentare il giocatore in più. Formica atomica.

Galles

George North. Trequarti Ala che, per conformazione fisica ed atletismo, potrebbe primeggiare in qualsiasi sport. North si fa apprezzare per una falcata lunga e potente. Seppur frastornato da una lunga serie di concussion, rimane un giocatore incredibilmente concreto per i Dragoni. Se la squadra gallese gira a dovere può diventare un terminale offensivo letale.

Frecciarossa.

Irlanda

Jacob Stockdale. Vi bastano 12 mete in 14 partite per il trequarti ala classe 1996? Un Re Mida del rugby moderno. Quello che tocca lo trasforma in oro. E’ difficile lasciare da parte gli altri supereroi Sexton, Murray, Ringrose, ma il buon Jacob ha avuto un impatto sul rugby mondiale da stella assoluta.

Cannibale.

Italia

Sergio Parisse. Forse sarà la sua ultima edizione del torneo. Il nostro capitano si merita di stare nel gruppo dei Supereroi per chiara fama. Nel suo repertorio ci sono tutti i grandi colpi del fuoriclasse e noi vogliamo immaginarci che Sergio ci delizierà ancora una volta con reverse pass, calcetti a seguire, prese al volo da urlo. Dopo 17 anni di nazionale un applauso a scena aperta non glielo può togliere nessuno.

Gran Maestro.

Non ci resta che augurarvi una buona visione e soprattutto buon divertimento. Sempre #insieme perchè è decisamente più bello.

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